Nell’incontro di Chioggia del maggio 2015 i Giardinieri BioEtici si sono confrontati tra l’altro anche sull’opportunità di utilizzare tecniche di endoterapia, ovvero quelle somministrazioni di prodotti fitosanitari effettuati mediante iniezione nei vasi degli alberi. Questo tipo di intervento viene ad esempio largamente usato per iniettare insetticida negli ippocastani contro la cameraria horridella, il minatore fogliare che porta ad una perdita anticipata delle foglie. Il metodo ha una certa efficacia nella lotta immediata contro i parassiti ma presentata anche molti lati ombra che sono stati discussi per arrivare ad una complessiva bocciatura dell’endoterapia.

Da un lato si ritiene che sia in corso un abuso di questo metodo e una speculazione che ingigantisce i danni di molti parassiti che possono sì defogliare ma non portare alla morte l’esemplare colpito. In particolare l’aspetto più critico è la foratura dell’albero a cui viene somministrato il prodotto che lascia danni permamenti e apre vie di penetrazioni nel cuore vitale dell’albero, il sottile strato delle cellule del floema dove vengono generati nuovi tessuti. Mentre le foglie sono un organo periferico che l’albero può abbandonare e riformare i danni al floema portano nel tempo all’innesco di processi di decadimento del legno. Per un vantaggio apparente nel breve periodo si sacrifica la salute complessiva dell’esemplare (vedi foto sottostante di un esemplare sottoposto a endoterapia sperimentale e poi sezionato da Alex Shigo).

Altro lato piuttosto oscuro è l’accumulo di principi attivi tossici nell’albero che si inserisce nell’ecosistema creando altri effetti non ancora ben studiati. Si preferisce in alternativa agire con mezzi agronomici (valutare se l’albero è nella posizione ottimale o sostituirlo con altra specie), biologici (valutare antagonisti dell’insetto) o trattamenti nebulizzati sulla chioma. Per un parere tecnico chiama i Giardinieri BioEtici al 328 7021253.